Elenchi di associazioni e GDPR

Elenchi di associazioni e GDPR: trovando, tramite “scandaglio”, elenchi di associazioni, o siti internet, informazioni relative ad aziende potenzialmente interessate ai nostri prodotti, possiamo contattarle telefonicamente per fissare un appuntamento o inviare informazioni via mail?

Dato che prima dell’invio di materiale vi è una telefonata, che richiede il consenso all’invio per “motivo di interesse”, è comunque giustificabile l’uso a carattere commerciale. Ovviamente è sempre meglio ottenere il consenso attraverso mail o con la firma di un modulo (su internet o cartaceo), ma se la procedura è certificabile come uno “standard” è già utilizzabile come prova. Lo standard va però dimostrato, richiedendo ad esempio la compilazione da parte degli operatori di un “registro dei contatti”, o attraverso un software di CRM che certifichi le operazioni fatte (attenzione in tal caso a “normare” anche il trattamento elettronico). Se poi si fornisce l’opzione di disiscrizione tramite one-click l’operazione sarebbe ancor più compliant.

Facciamo un esempio: L’operatrice durante la chiamata chiede alcuni dati essenziali per il successivo ricontatto; successivamente invia una e-mail (con dominio riconoscibile nel sender) in cui riepiloga i dati, si fornisce un documento (es: un ebook, o un white paper di approfondimento) e si forniscono indicazioni su come eventualmente cancellarsi dalla lista.

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